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Augusto Biaggi era un dentista ticinese (nato a Lugano nel 1908) che esercitava l’odontoiatria a Brugg, cittadina dell’Argovia a circa 30 km da Zurigo. Pur essendo un dentista generico, era noto nel campo protesico per la sua genialità.
Erano i tempi in cui era in auge la "protesi ammortizzata" ed egli aveva ideato l’ammortizzatore con maggiore possibilità di movimenti ed i bottoni Bifra e Anker gelenk per le Overdentures (che allora non si chiamavano ancora così). Da buon svizzero si applicava con passione alla protesi di precisione ben coadiuvato dalla moglie Dora e dal suo odontotecnico Hans Steimer. La loro specialità erano le doppie corone a tre quarti ed i ponti amovibili, antesignani e forse più elaborati dei nostri odierni "fresaggi". Per la ritenzione di questi avevano ideato la "molla a lamina" (Blattfeder). Su questi argomenti Biaggi aveva scritto un bellissimo libro: "La Protesi Ammortizzata". Luigi Castagnola, pure ticinese, era stato suo assistente prima di intraprendere la carriera universitaria a Zurigo, diventare docente e avere nella stessa città uno studio privato.
"Amici di Brugg" vuol dire amici miei e per fare una cronistoria del come e del perché io ne abbia tanti, bisogna riandare nel tempo fino alla fine dell’ultima guerra mondiale. La Svizzera ha avuto la fortuna di non partecipare attivamente al grande conflitto e questa non belligeranza ha permesso a noi di continuare, seppure in modo saltuario, il nostro lavoro ed ha permesso anche che ci occupassimo di problemi scientifici odontoiatrici. Ad esempio, con la collaborazione di mia moglie, ho affrontato a fondo l’argomento delle protesi ammortizzate. Alla fine della guerra gli odontoiatri dei paesi belligeranti si sono trovati alle spalle un vuoto di sei anni, il che ha determinato in loro una gran sete di sapere e di conoscere ciò che di nuovo era stato attuato nel loro campo professionale. Favorito dalla conoscenza della lingua, ho potuto essere il primo a riprendere i contatti culturali in odontoiatria coll’Italia e le conferenze tenute nel 1946-47 fecero sì che le mie teorie fossero ben presto conosciute da voi. Dopo di ciò alcuni medici dentisti italiani sentirono il bisogno di venire a trovarmi per parlare e discutere con me sui più vari problemi protesici. Questi contatti mi convinsero che, a causa della guerra, in Italia la maggior parte degli odontoiatri non era preparata nelle pratiche della conservativa.
Da questa considerazione all’inizio dei corsi di conservativa e protesi il passo fu molto breve. Li iniziai senza sapere se le mie doti di maestro e le mie conoscenze della materia fossero sufficienti per arrivare ad un risultato tangibile, ma l’entusiasmo degli allievi, l’amicizia che vieppiù mi univa ad essi, i nuovi allievi che i vecchi mi indirizzavano, mi spinsero a continuare sulla strada dell’insegnamento. Con l’aiuto dei miei tecnici, Hans Steimer e Anton Egloff, organizzai dei corsi per odontotecnici, cercando di creare quell’atmosfera di comprensione tra medici ed odontotecnici che è un pò la prerogativa degli amici di Brugg.
Il numero degli allievi, però aumentava a vista d’occhio, ed il mio lavoro diveniva affannoso; così mi decisi a chiedere aiuto all’amico Castagnola che avevo conosciuto ed avuto come mio assistente alla fine della guerra. Gigi fu subito d’accordo nell’aiutarmi ed in tutti i modi cercò di rendermi meno gravosi i corsi; nel contempo si adoperò a renderli più efficaci, più organizzati, migliorandoli anche dal punto di vista dottrinario e scientifico. Al "praticone" Biaggi veniva così ad aggiungersi lo "scientifico" Castagnola e da quel giorno i Corsi di Brugg divennero i corsi del binomio Biaggi-Castagnola.
Di bocca in bocca passava la voce che a Brugg si tenevano Corsi settimanali di odontoiatria e la lista degli iscritti aumentava a dismisura tanto che, ad un dato momento, mi trovai sopraffatto da una tale mole di lavoro e di allievi che decisi di chiudere la lista degli iscritti e di abbandonare l’idea dei Corsi.
È in quel momento che ho capito che tutti quegli allievi non erano soltanto odontoiatri ed odontotecnici che avevano frequentato un corso ed erano rientrati alle loro case più o meno migliorati nel loro bagaglio tecnico-scientifico, ma che questi medici ed odontotecnici erano diventai amici miei. Essi mi volevano bene come si vuol bene ad un amico, desideravano rivedermi, riparlarmi, discutere con me, domandarmi consiglio, sentire ancora la voce del maestro.
Per me, "Amici di Brugg" vuol dire amici di Biaggi e Castagnola, ma vuol dire anche reciprocità di amicizie di un gruppo di medici e di tecnici che si stimano a vicenda e che sono pronti ad intervenire in aiuto uno dell’altro con lo stesso entusiasmo con cui noi abbiamo cercato di migliorare le conoscenze tecniche degli allievi ed amici nostri." (Dal Bollettino degli Amici di Brugg, numero 2, 1966)